Chiesa di S. Leonardo a Comiso.
La chiesa di S. Leonardo sorge oggi in un quartiere periferico della città, secondo Stanganelli sarebbe stata edificata nel 1614, forse di fianco ad un Eremo, da cui quel quartiere “appellavasi già nel 1590 del romitorio”. Stanganelli la dice “propriamente dedicata alla Divina Pastorella, Mater Pauperum” e successivamente a S. Leonardo. La chiesa aveva cinque altari con nessuna tela degna di nota tranne una discreta di “S. Agata e S. Pietro” opera di Giuseppe Zacco del 1820.
Stanganelli, che scrive nel 1926, ha avuto accesso ai documenti conservati a Comiso; oggi si dispone anche di altri dati che lo storico non conosceva ed è possibile completare ed integrare quelli finora noti proponendo un quadro più articolato.
In primo luogo, bisogna ragionare sulla devozione a S. Leonardo e su quella alla Madonna Pastorella.
La devozione a San Leonardo, vissuto da eremita nel VI sec. d.C. in Francia, a Noblat, dedicandosi alla preghiera e ai poveri è antica. Già da vivo acquisì fama di taumaturgo e poco dopo la morte, la sua tomba divenne luogo di pellegrinaggio da tutta Europa. In Italia la devozione fu patrocinata da benedettini e cistercensi che la diffusero ampiamente. In Sicilia fu introdotta dai Normanni valga come esempio per tutti la chiesa di S. Leonardo de Indulciis di Palermo di rito greco.
Il santo è protettore dei carcerati, dei fabbricanti di catene, delle puerpere, era invocato dai contadini contro i disastri naturali e dai Crociati prima di andare in battaglia. I cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme ne diffusero il culto e in alcuni casi crociati, tornati dall’Oriente, fecero erigere nel proprio paese chiese a lui dedicate.
Nella nostra provincia la devozione a San Leonardo oltre che a Comiso è attestata a Ragusa, a Scicli e a Modica. A Ragusa la chiesa di S. Leonardo sorgeva in fondo al vallone omonimo, all’angolo della mulattiera che conduce a Cava Misericordia come narra Sortino Trono. A Scicli, era ubicata fuori dall’area urbana sulla strada che va alla marina e, come ricorda Carioti, era citata in un documento del 1558 (not. Stornello); fu distrutta dal terremoto e poi riedificata e dedicata alle Anime del purgatorio. A Modica la chiesa di S. Leonardo era all’interno dell’abitato e nell’area del Castello dove era la chiesa destinata ai carcerati. E la chiesa di Comiso?
Nelle visite vescovili del ‘500, la chiesa di Comiso più visitata è la chiesa madre unitamente a S. Nicola e S. Biagio; S. Maria della Catena compare fin dal 1548. Nel 1568-70 non viene più visitata la chiesa di S. Nicola ma quella dell’Annunziata (sappiamo dal testamento redatto da Baldassarre II Naselli nel 1557 che all’epoca aveva da poco cambiato dedicazione), ad essa si aggiungono la chiesa di S. Leonardo e quella della Madonna di Monserrato. Questo fa pensare che siano proprio queste le chiese più antiche di Comiso unitamente alla chiesa di S. Francesco che essendo la chiesa dei Minori conventuali non veniva visitata dal vescovo.
Dunque S. Leonardo esisteva con certezza nel 1568-70 e allora bisogna chiedersi: quando nacque la devozione alla Madonna Pastorella di cui nel ‘500 non si ha notizia?
La devozione alla Madonna Pastorella (o Divina Pastora) è di origine spagnola, nacque a Siviglia nel 1713, per una intuizione di Fra’ Isidoro da Siviglia, predicatore popolare cappuccino e fu introdotta nel Regno delle Due Sicilie nella seconda metà del secolo. La Vergine è raffigurata in un contesto agreste, spesso con un agnellino; talvolta come una pastora indossa un cappello a larghe falde o un fazzoletto al collo, tiene un bastone ed è circondata da pecore che spesso recano in bocca una rosa, simbolo del Santo Rosario.
Un esempio significativo è quello di Milazzo, dove nella chiesa del SS. Salvatore annessa ad un monastero benedettino, si conserva un quadro di Scipione Manni che ritrae la Divina Pastora con una pecorella smarrita. Un esempio meno famoso è l’immagine del tondo dipinto sulla volta della sacrestia nella chiesa della Nunziata a Ragusa Ibla ed anche in questo caso la raffigurazione è posteriore al terremoto del 1693. La figura della Pastorella ad imitazione del Cristo pastore, si inserisce nel contesto della pietà popolare che vede Maria come protettrice tenera e vicina alle realtà contadine e pastorali, come …Mater pauperum.
La ipotetica dedicazione della chiesa alla Madonna Pastorella a Comiso, dunque è tarda; da collegare alla ricostruzione post terremoto. La devozione a San Leonardo invece dovette precedere quella alla Madonna, e, considerato che la chiesa veniva visitata dal vescovo nel ‘500 come chiesa di San Leonardo, i dati riportati da Stanganelli vanno corretti.
Resta da chiarire se S. Leonardo nel ‘500 fosse una chiesa fuori le mura come a Ragusa o una chiesa urbana. Sulla base dei dati noti potrebbe essere una chiesa extraurbana, tuttavia, una lettura dei riveli più antichi della città, ancora conservati a Palermo, riferibili alla fine del XVI secolo, potrebbe riservare delle sorprese.
Anche la questione del romitorio, ricordato da Stanganelli, merita ulteriori ricerche, anche perché al momento non se ne ha alcuna notizia nelle visite vescovili e non è chiaro a quali documenti faccia riferimento lo storico quando scrive che il quartiere era detto del romitorio.
Bibliografia
Carioti,Notizie storiche della città di Scicli, Scicli 1994, II, p. 433.
F. L. Belgiorno, Modica e le sue chiese, Argo, Ragusa 2007 (1955), pp. 138.
G. Horosco de Arzes, Visitationis ecclesiarum 1568/1570, in Archivio Storico Diocesano Siracusa.
Sortino Trono, Ragusa sacra, Ragusa 1928 (II ed. Ragusa 2000), pp. 46-47 …
Stanganelli, Vicende storiche di Comiso antica e moderna, (Rotary club)Vittoria.2004, p. 73.
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